|

documento del 1442 che attesta l'acquisto del feudo di
Frinco da parte dei Mazzetti

1910: panorama su Frinco e sul Castello

1930
panoramica ovest

1950
il torrione cilindrico
|
IL CASTELLO DI FRINCO
LA STORIA

il castello come appariva nel 1856
in un'incisione del Gonin |

l'ala nord-ovest del castello
|
Il castello viene citato per la prima volta in un documento del 10 agosto 1288, un atto che sanciva i confini fra Calliano e Guadarabbio (abitato che sorgeva presso Castell'Alfero).
Le origini della Signoria di Frinco non sono databili, ma presumibilmente risalgono all'inizio del
XIII secolo; attorno al 1250 la famiglia cittadina astigiana Pelletta, banchieri nobili possessori già di Cortanze, Cortazzone, Corsione e Soglio, acquisisce Frinco.
Dall'inizio del XIV secolo gli stessi Pelletta cedono gradualmente alla famiglia Turco, anch'essa con attività di banchieri, il controllo sul territorio frinchese, sino al 26 aprile 1342, data in cui Asti riconosce la Signoria di Antonio e Turchetto Turco.
Questa famiglia ha origini probabilmente non nobili, ma sono antiche e fu
potente economicamente, avendo alcune banche anche in Savoia; precedentemente a Frinco controllava Tonco, Mombercelli, Montemagno.
Nel periodo delle lotte fra gli schieramenti opposti di Guelfi e Ghibellini, i Turco si schierarono con quest'ultimi.
I ghibellini astigiani si riunirono in una coalizione denominata "de Castello" che comprendeva anche le famiglie nobili Guttuari ed Isnardi.
Le lotte con i Guelfi per la supremazia sia sul territorio che sui commerci si protrassero per alcuni anni,
finché i de Castello, alleatisi coi marchesi del Monferrato e di Saluzzo, riuscirono a sconfiggere nel 1303 gli oppositori capeggiati dalla famiglia Solaro ed assunsero il comando della città di Asti.
Ma i Guelfi si allearono a loro volta con Chieresi, Albesi e con Guglielmo di Mombello e nel 1304 riuscirono a cacciare dalla città i Ghibellini.
Guglielmo di Mombello, nominato podestà di Asti il 1° gennaio 1305, continuò la caccia ai Ghibellini in provincia: conquistò e successivamente distrusse i castelli di Corsione e Cossombrato; occupò i castelli di Colcavagno e Montiglio dopo un lungo assedio; tentò la presa anche del castello di Frinco, ma questo si dimostrò imprendibile ed attrezzato per lunghe resistenze al nemico; per rappresaglia furono distrutti il villaggio e le campagne circostanti.
Stessa sorte ebbe nel 1307 il podestà di Asti Bergadano che nuovamente mise a ferro e fuoco l'abitato ed il territorio frinchese; la cosa si
ripeté anche nel 1308.
Nel 1309 le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini stilarono un accordo dinanzi al conte Amedeo V di Savoia ed al nipote Filippo d'Acaja; nell'atto si prevedeva anche che Guglielmo Turco dovesse venire esiliato per tutta la vita o, in caso di rifiuto, non più sostenuto dai de Castello nei suoi intenti bellicosi nei confronti di Asti.
Guglielmo non si sottomise al compromesso e si asserragliò nel proprio castello; fu così dichiarato nemico del Comune di Asti e bandito dal territorio astese.
Il 22 aprile 1311 nel castello di Frinco Guglielmo Turco e gli altri Ghibellini si sottomettono a Guglielmo di Mombello, emissario di Filippo d'Acaja.
Nel 1312 Guglielmo Isnardi, rappresentante dei de Castello, ottenne l'intervento delle forze imperiali del marchese Francesco di Cravesana dall'imperatore Enrico VII, per la cacciata dei Solaro da Asti.
Proprio dal castello di Frinco le truppe ghibelline partirono per unirsi a quelle imperiali per tentare di conquistare Asti.
Nel frattempo i Guelfi ottengono però la protezione di Roberto d'Angiò e successivamente anche il ripensamento dell'imperatore Enrico VII.
Nell'aprile 1312 dopo cinque giorni di battaglia i Ghibellini astigiani furono definitivamente sbaragliati.
Nel 1355 Frinco viene assegnato al marchese del Monferrato Giovanni dall'imperatore Carlo IV.
Nel trattato del 16 gennaio 1381 Teodoro, marchese del Monferrato, cedette a Gian Galeazzo Visconti il territorio frinchese; i Visconti si vedevano assegnati nello stesso tempo anche la città di Asti e molti altri territori astigiani dopo la guerra fra Ottone di Brunsvich e Carlo d'Angiò.
Il 27 gennaio 1387, nel contratto di matrimonio fra Luigi d'Orleans e Valentina Visconti la dote di quest'ultima comprende anche Asti e 106 feudi, fra cui quello di Frinco.
Nel maggio dello stesso anno la città e i feudatari giurarono fedeltà agli Orleans nella persona del governatore Francesco di Classenage; per Frinco giurò Antonio Turco.
Il figlio legittimo di Antonio Turco e fratellastro di Giovanni, Gabriello signore di Frinco fu ucciso nel 1431 dagli uomini del marchese del Monferrato che tentarono senza riuscirvi la conquista del castello frinchese.
Nel 1438 l'imperatore Alberto II dichiarò Frinco feudo imperiale, praticamente obbligando i vassalli a prenderne investitura direttamente da egli stesso, questo per ovviare a controversie fra i Visconti e i Monferrini.
Il 1° agosto 1442 Andreotta Turco, figlia di Antonio, vendette la parte a lei spettante di Frinco e un palazzo ad Asti ai fratelli Mazzetti Giovanni, Nicoletto e Domenico ed ai loro nipoti, figli del defunto quarto fratello Paolo, Andrea, Antonietto e Catalano.
Nel 1469 vengono investiti della parte del feudo di loro proprietà dall'imperatore Federico III i fratelli Paolo, Gaspare, Giorgio e Sebastiano Mazzetti.
Nel 1470 Andrea Turco vende la propria parte di feudo ad Antonio Romagnano, il quale la cede a breve ai Mazzetti; con questo atto si chiude la dinastia dei Turco che perderà sempre più prestigio sino a scomparire dalla nobiltà.
Il 4 maggio 1487 l'imperatore decreta la concessione alla famiglia Mazzetti di
coniare le proprie monete, con lo stemma araldico delle tre mazze, in Frinco. Questa attività porterà molti introiti dovuti alle tante falsificazioni di monete altrui, operate soprattutto intorno al 1600.
Il 4 agosto 1488 i Mazzetti ottengono l'investitura totale di Frinco dall'imperatore Federico III.
Inizia così il possesso del territorio di Frinco da parte di questa Famiglia di origine bolognese, proprietà che si protrarrà per alcuni secoli, sino al 1829.
Il 26 aprile 1611 l'imperatore Rodolfo II d'Asburgo confisca a causa della attività illegale di falsari ai fratelli Giulio Cesare ed Ercole Mazzetti il feudo, assegnandolo al proprio consigliere Ernesto Molart, barone di Reineck e Drosensorf.
Il 14 gennaio 1614 questi lo vende al duca di Savoia Carlo Emanuele, che a sua volta lo cede nuovamente ai Mazzetti, ma questa volta privato del diritto di conio, il 14 maggio 1614
Nel 1630 il castello fu parzialmente distrutto da mine di una colonna francese che prendeva parte alla guerra per la successione di Mantova, fra i Savoia ed i Gonzaga. I francesi, alleati di quest'ultimi, fecero crollare l'ala nord del maniero in cui si era asseragliato Francesco Maria Mazzetti, di fede sabauda.
Il 1° maggio 1640 Frinco è saccheggiato dalle truppe francesi del marchese di Harcourt, intervenuto in Italia per ordine di Luigi XIII nella disputa per la successione di casa Savoia.
Nel 1680 i Mazzetti ottengono il titolo di Conti.
Nell'ottobre 1733 Giulio Cesare Secondo Mazzetti riceve il titolo di Marchese.
Il 30 luglio 1797 il marchese Secondo Maria Mazzetti, comandante di un reggimento di Carlo Emanuele IV, parte con le truppe da Frinco per marciare su Asti, che si era appena proclamata Repubblica, sopprimendo la rivolta.
Nel 1829 estintesi con Paolo la dinastia dei Mazzetti, Frinco fu acquisito dai marchesi Camerana, i fratelli Giulio ed Eugenio dei Roero di Settime. Frinco in quel momento non era più feudo o signoria, vista l'abolizione di ogni privilegio nobiliare in seguito alla rivoluzione francese, ma solo proprietà privata.
Gli Incisa di Camerana nella persona del marchese Vittorio, vendettero i propri possedimenti frinchesi, incluso il castello, il 30 maggio 1893 alla congregazione degli Oblati di San Giuseppe di Asti che ne fece la sede estiva per gli studenti del Ginnasio e del Liceo e per i propri novizi.
Durante la prima guerra mondiale i locali del maniero ospitarono dei prigionieri di guerra Austro-ungarici, i quali vennero utilizzati per ridisegnare il corso del torrente Versa che sino ad allora era tortuoso e provocava spesso
alluvioni, e per costruire alcuni ponti sul Versa che sono ancora tutt'ora
utilizzati.
Negli anni '60 il castello viene acquistato dall'azienda Morlini che vi impianta un allevamento di pollame; alcuni anni dopo però la ditta agricola fallisce, il castello viene sequestrato e posto all'asta dal tribunale giudiziario.
Nel 1992 il castello è acquistato dalla famiglia Pica Alfieri che tutt'ora ne detiene il possesso.
|