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LE CHIESE ROMANICHE DELLE CAMPAGNE ASTIGIANE
UN REPERTORIO PER LA LORO CONOSCENZA, CONSERVAZIONE, TUTELA
di Liliana Pittarello
edito dalla Provincia di Asti in varie edizioni:
1984
1991 (ristampa)
1998
2002  in vendita

 
Il libro
LE CHIESE ROMANICHE DELLE CAMPAGNE ASTIGIANE è edito dalla Provincia di Asti, con il patrocinio di Ministero per i beni culturali ed ambientali,  Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici del Piemonte, Soprintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte, Soprintendenza archeologica del Piemonte.
La sua prima edizione è del 1984, mentre ai giorni nostri la quarta edizione del 2002 è attualmente in vendita in libreria al prezzo di € 33,57.

Il libro raccoglie le schede di 52 chiese romaniche astigiane e torinesi: un'analisi dettagliata e molto tecnica dal punto di vista architettonico e storico di ciascun edificio, arricchita da fotografie. Vengono inoltre citate innumerevoli altre chiese della zona che recano cenni romanici.

Il volume è di 464 pagine e sia nella riedizione del 1998 che del 2002 ha visto l'aggiunta di un fascicolo alla struttura originaria del libro del 1984. L'unico neo di questo irrinunciabile volume è che limitandosi nelle recenti edizioni alle integrazioni, non si ha più un libro aggiornato soprattutto dal punto di vista fotografico: le immagini del 1984 (tutte purtroppo in bianco e nero) non rispecchiano l'attuale aspetto delle chiese, molte delle quali restaurate per il giubileo 2000 (come ad esempio quella di Castell'Alfero) o purtroppo ulteriormente danneggiate (ad esempio Piovà Massaia).

Questa presentazione è tratta dal volume 2002:

All'inizio del terzo millennio, si è oggi impegnati più che mai a rintracciare nell'età medievale le radici di una storia segnata da incontri tra popoli diversi, pellegrinaggi, antichi cammini, migrazioni, cioè i percorsi delle civiltà, delle culture e della conoscenza. Nella provincia di Asti le pievi romaniche significano medioevo dove assumono forme architettoniche e configurano il paesaggio rapportandoci ad un tempo così antico ma ben presente nell'immaginario collettivo. Le pertinenze romaniche astigiane sono aspetti d'arte, incomparabili beni culturali forse non ancora apprezzati in tutto il loro significato e valore. Per quanto riguarda il settore pubblico, il presupposto del sistema di valutazione dei beni culturali si ritrova nell'articolo 9 della Costituzione: "Lo Stato tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione" e si esplica attraverso la duplice attività di tutela e fruizione. La prima attività consiste nel preservare un bene in vista dei benefici per le collettività future connessi alla conservazione e all'atto di tramandare l'eredità. La seconda attività, quella della fruizione, consiste nel rendere accessibile il bene in vista di assicurare benefici attuali per la collettività.
Il volume Le chiese romaniche delle campagne astigiane è nato dall'esigenza di dare il giusto rilievo culturale e scientifico al fenomeno delle pievi ancora presenti sul territorio e a distanza di vent'anni circa dalla pubblicazione viene riproposta la ristampa, e può sembrare un'operazione anacronistica. Ma il consenso ottenuto da pubblico e critica, che ha fatto di questo testo un occasione culturale non facilmente ripetibile e che non ha perso efficacia nel tempo ma anzi ha acquisito con il passare degli anni l'importanza di essere un esempio da imitare e ha contribuito a mantenere vivo l'interesse intorno al non facile problema del restauro degli edifici romanici, ha rafforzato l'intenzione di presentare questa ristampa. L'iniziativa di censire e documentare in un libro il patrimonio artistico della Provincia di Asti costituito dalle chiese romaniche era nata nel 1984 da una felice intuizione dell'allora Presidente, ing. Guglielmo Tovo il quale aveva anticipato non solo quello che di lì a qualche anno la Legge 142/90 avrebbe attualizzato e cioè la valorizzazione dei beni culturali compito assunto dalle province, ma, con lungimiranza, anticipando addirittura l'attività di informazione e comunicazione della Pubblica Amministrazione varata con la Legge 150/2000 nel far conoscere molti straordinari monumenti d arte rimasti lungamente sconosciuti ai più. Il lavoro di ricerca svolto da un équipe di studiosi coordinato dalla Soprintendente Clara Palmas e dato alle stampe grazie all'attività di Liliana Pittarello era quasi una scommessa: fornire uno strumento per le Amministrazioni e promuovere una sensibilità verso queste opere da parte della popolazione locale, magari con il risultato di ottenere un ipotetico itinerario.
La Provincia aveva inoltre, con una seconda edizione nel 1991, vinto questa scommessa in quanto il libro era diventato veramente un veicolo non solo di promozione ma di studio per il romanico astigiano, citato in numerosi testi come basilare repertorio e analisi di queste realtà giunte a noi grazie anche alla religiosità degli abitanti dei comuni vicini. Luoghi di cultura queste piccole pievi romaniche la cui presenza nell'edizione del 1998 veniva incrementata con nove schede di pertinenze romaniche non ancora comprese e soprattutto con un capitolo iniziale dedicato alle testimonianze figurative presenti nel loro interno, alle scoperte dopo i recenti cantieri archeologici e allo studio di nuovi documenti. Anche in questo caso, grazie al coinvolgimento delle Soprintendenze competenti, il volume acquistò un nuovo successo. In seguito al finanziamento ottenuto dallo Stato attraverso l'applicazione della Legge 270/1997 per il grande Giubileo 2000 e al co-finanziamento dei progetti da parte della Regione Piemonte, della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, tredici chiese romaniche hanno potuto beneficiare di restauri volti prevalentemente a costruire strade d'accesso per restituire le chiese ai visitatori e a migliorarne le condizioni statiche. Questo nuovo interesse per il patrimonio romanico astigiano ha contribuito a esaurire le copie ancora disponibili del volume, nonostante non fosse un testo divulgativo in senso turistico. Si è quindi doverosamente pensato all attuale ristampa che non riporta i risultati dei restauri conclusi nel 2001, oggetto di un futuro libro, ma si ripropone l'edizione 1998 in quanto completa ed esauriente per tecnici, studiosi e appassionati della materia. Il testo presenta quindi l'originaria veste grafica voluta necessariamente come manuale, ma forte del suo ruolo di linea guida, di studio, di restauro.
E' stata un'impresa che si è realizzata grazie alla sinergia e alla collaborazione di molti, a tutti i livelli, ai quali va la mia massima riconoscenza, ma un particolare ringraziamento desidero esprimere ai responsabili delle Soprintendenze che nel corso degli anni hanno attivamente e continuamente collaborato alla riuscita dell'iniziativa e ringraziamenti vanno anche a tutti i Sindaci, gli Amministratori, i Parroci e i Responsabili dei Beni Culturali delle Diocesi che con sensibilità e disponibilità hanno reso possibile il progetto editoriale. Va sottolineato questo sforzo congiunto, questo impegno di collaborazione di tanti Enti che, in perfetta sintonia, hanno voluto contribuire al successo di una iniziativa che ha valorizzato il territorio in ambito nazionale e internazionale.
La Provincia di Asti nel suo recente impegno di Editore, coadiuvato attivamente dal Comitato Editoriale, considera questo volume importante e lo rende finalmente disponibile a tutti ma dedicandolo in particolare agli Astigiani che intendono approfondire la conoscenza del proprio territorio e della propria storia artistica.

Il Presidente della Provincia ROBERTO MARMO

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- mercoledì 27 agosto 2003

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