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i Comuni della Valle Versa
 

Calliano Calliano
via Roma 117
CAP 14031
tel.  0141 928150 - 928208
fax  0141 928479
e-mail comunedicalliano@tin.it 

web www.comune.calliano.at.it 

superficie  Kmq
Altitudine m
Abitanti  
Frazioni: S. Desiderio, Perrona, Pietra, Pirenta.

CENNI STORICI
Antichissima è l'origine dell'insediamento abitativo di Calliano. Il toponimo deriva dal gentilizio romano Callius (o, in forma non contratta, Catilius), seguito dal suffisso -anum, tipico degli insediamenti di età romana. 
In effetti, Calliano era uno dei tanti castra, cioè insediamenti fortificati eretti con finalità essenzialmente militari, ma collocato in una posizione tutt'altro che irrilevante, nel punto di incontro fra due strade di grande importanza commerciale, la via Marinca (o Marenca) che univa l'astigiana alle pianure dell'alessandrino innestandosi sulla via Fulvia e la strada che da Asti conduceva a Vardagate (l'attuale Terruggia). 
Un locus Caliani qui dicitur Mandaloni (probabilmente dal notabile Amandolone di origine longobarda più volte menzionato in atti di permuta di terreni) compare in numerosi documenti dei secoli IX°-X°.
Da queste antiche testimonianze ricaviamo l'immagine di un centro abitato di grande importanza, dotato di numerose chiese (fra cui S. Pietro, menzionata in un atto dell'886 e più tardi qualificata addirittura come basilica) e caratterizzato da una diffusa proprietà terriera in mano a laici ed ecclesiastici, che si espandono a spese della pars publica, vale a dire delle terre di proprietà regia.
L'importanza di Calliano crebbe in misura esponenziale con l'espansione di due stati confinanti destinati a fronteggiarsi per lungo tempo: il Marchesato del Monferrato (che già alla fine del X° sec. risulta possessore di terre in Calliano) e il Comune di Asti. La posizione di confine fra i due stati fece del territorio e della comunità di Calliano l'oggetto degli appetiti di entrambi i contendenti. Non stupisce pertanto che Calliano, nel periodo che occupa i secoli XI°-XIII°, cambi spesso padrone in un intrigo di vicende complicate e non di rado ambigue, di cui si possono ricordare solo gli eventi più importanti. 
Nel 1135 il marchese Ardizzone II°, per fare un dispetto al fratello Raineri, offrì il villaggio di Calliano al Comune di Asti, pur conservando di fatto il controllo sul castello e sul territorio. 
Nel 1197 fu addirittura un contratto di vendita, sottoscritto dal marchese Bonifacio di Monferrato e confermato dal figlio Guglielmo VI°, a sancire il passaggio dei diritti feudali su Calliano (per 800 lire genovesi) ad un gruppo di notabili astigiani. 
Occorre aspettare il 1260 per vedere i vessilli dello stato monferrino sventolare nuovamente sulle mura di Calliano, grazie all'alleanza sancita fra il Comune di Asti ed il Gran Marchese Guglielmo VII°. 
Tuttavia soltanto due anni dopo, con la sconfitta e la cattura del Gran Marchese ad opera degli alessandrini, Oberto Re, legato della Comunità di Calliano, consegnò solennemente ad Asti il castello, la torre, e la "villa" di Calliano, vincolando le sorti del borgo a quella del Comune astigiano. 
Il legame non dovette essere poi così stretto se poco tempo dopo, nel 1294, il marchese Giovanni I° riuscì a recuperare Calliano grazie all'aiuto del Marchese di Saluzzo, questa volta a titolo definitivo.
Da allora la Comunità di Calliano venne considerata caposaldo importante dello stato del Monferrato, come dimostra la ratifica e l'approvazione degli Statuti in due distinti momenti (nel 1349 e nel 1378) e la concessione di privilegi, puntualmente confermati da tutti i sovrani succedutisi sul trono del Monferrato.
Gli stessi Marchesi monferrini concessero i diritti feudali su Calliano a diverse famiglie di antica ed illustre nobiltà, fra cui i Radicati che ressero il feudo nel XV° secolo. Anche dopo il passaggio del Monferrato ai Gonzaga (1559) Calliano non vide sminuire la propria importanza, tant'è che nel 1604 il duca Vincenzo I° innalzò il territorio callianese alla dignità di marchesato, affidandolo a Galeazzo di Canossa. 
Da questi il marchesato di Calliano passò poi alla casata degli Scozia già Conti di Benevello e di Murisengo con Carlo Benedetto Scozia , che ereditò il feudo di Calliano dalla sua ava Isabella di Canossa. Gli Scozia furono a tutti gli effetti gli ultimi Signori di Calliano (1669-1745) e mantennero le proprie prerogative anche dopo l'annessione del Monferrato allo stato sabaudo (1708-1713).

Diversi i personaggi di una certa notorietà, almeno all'epoca loro, che nacquero o ebbero comunque a che fare con Calliano nel corso dei secoli, ma il più importante è sicuramente Agostino Della Sala Spada, scrittore e commediografo fecondo e brillante, ispiratore del Quo vadis del polacco Sienkiewicz (premio Nobel nel 1905), che a Calliano nacque il 1° maggio 1842.

DA VEDERE
A Calliano vi sono molte chiese da visitare.
La piccola chiesa di San Pietro, situata a nord sulla strada che conduce a Grana. La facciata è di stile neoromanico, tardo ottocentesca, mentre l'abside è di fattura alto medioevale. 
Essa ci testimonia che l'edificio esisteva già nel 886 d.c., che era molto più ampio di quello attuale (allora la chiesa era a tre navate) e che disponeva di terreni e denari quasi quanto la pieve di Grana, da cui dipese sino al 1474, anno dell'erezione della diocesi di Casale Monferrato. Un frammento di affresco trecentesco raffigurante un angelo staccato dalla chiesa di San Pietro nel 1985 è conservato in parrocchia.
Nella frazione Perrona vi è la chiesa tardo cinquecentesca dedicata a Sant'Anna con una bella tela raffigurante l'Adorazione dei Magi. 
Nella centrale piazza Marconi vi è la chiesa della confraternita di San Michele. Documenti antichissimi ce la dicono già esistente attorno all'anno 1000, ma la sua struttura odierna, a navata unica, maturò nel tardo Cinquecento, dopo il concilio di Trento. La facciata è stata recentemente restaurata.
Davanti al Municipio, vi è la restaurata chiesa di un'altra confraternita: quella della Santissima Annunziata. 
Si tratta di un edificio ad aula unica, con facciata settecentesca, ricco in passato di suppellettili ed arredi sacri. Purtroppo, negli anni Cinquanta del XX° secolo, la chiesa venne dismessa e, onde evitarne il saccheggio, la Soprintendenza ai Beni Architettonici del Piemonte dispose il trasferimento nei suoi magazzini di due tele risalenti al XVII° secolo, una Madonna con Bambino, San Giovannino e San Francesco e di un'Annunciazione; le statue lignee ritraenti San Pietro e San Paolo sono invece oggi nel museo civico di Casale Monferrato. I lavori di restauro sono terminati nel 2005 e ora l'edificio verrà utilizzato come sala polifunzionale per convegni,mostre ecc. ecc.
Quasi fuori dal paese, verso Grana vi è la chiesa di San Rocco che esisteva già nel XVII° secolo. 
Nella frazione San Desiderio la chiesa parrocchiale viene citata nell'alto medioevo, ma oggi delle sue antiche origini non rimane traccia. 
Nel punto più alto di Calliano vi è la maestosa chiesa parrocchiale del Santissimo Nome di Maria, sul cui sagrato si affaccia l'ottocentesca casa parrocchiale. Sorta al posto di una precedente cappella del castello (di cui adesso rimangono soltanto le scuderie), la chiesa attuale fu costruita fra il 1720 ed il 1731 dal capomastro luganese, Martino Donati. La facciata fu lasciata incompiuta e, come si vede dai mattoni di diverso colore che la compongono, fu terminata soltanto nel 1767 da Domenico Cragnola, con supervisione architettonica di Francesco Ottavio Magnocavalli di Casale. Nello stesso anno, venne eretto il campanile, progettato dall'ingegner Pietro Pozzi di Torino. Originariamente ad aula unica, le due navate laterali furono aggiunte nel 1880. 
La chiesa parrocchiale per i tanti e pregevoli arredi sacri che custodisce, è l'edificio storico di maggior interesse di Calliano. 
Del pittore barocco Guglielmo Caccia detto "Il Moncalvo" (vissuto a cavallo fra '500 e '600) vi sono due importanti tele. La prima, sita sul primo altare laterale di destra, è una Crocifissione ricca di pathos che fu realizzata anteriormente al 1593; la seconda, che adorna il secondo altare laterale nella navata di sinistra, è invece una Madonna del Rosario dipinta alcuni anni prima del 1618. Questo quadro, insieme alle 15 tavole lignee che lo contornano, rappresenta uno dei modelli iconografici più cari al Moncalvo, che lo ripropose con poche modifiche in diverse chiese dell'alto e del basso Monferrato: a Cioccaro di Penango, a Montabone ed a Melazzo. 
Gli altri fuoriclasse presenti nella chiesa parrocchiale? 
L'altare maggiore fu progettato dall'architetto torinese Bernardo Antonio Vittone e realizzato dal marmorista luganese Pelagatta nel 1768.
Gli intagli della cantoria lignea di controfacciata furono opera dell'ebanista astigiano Francesco Maria Bonzanigo.
L'organo
e la sua splendida cassa in stile rocaille, datati 1754 furono realizzati dall'organaro napoletano Liborio Grisanti; l'organo fu restaurato da Giuseppe Gandini nel 1913. 
Bellissimi ma anonimi sono il crocifisso ligneo che sovrasta l'altare maggiore (proveniente dalla chiesa confraternita di San Michele, di fattura lombarda e databile, nonostante le varie ripitture subite, al XV° secolo), la tela raffigurante una Madonna con anime purganti sita sull'unico altare laterale, il secondo sulla destra, che abbia conservato le fattezze originali settecentesche (da notare la finezza del paliotto e del tabernacolo), e la seicentesca raffigurazione di Sant'Antonio da Padova sul primo altare di sinistra. 
Da notare ancora il coro ligneo dietro l'altare maggiore (scolpito da Francesco Accattino di Vignale nel 1758) e la fonte battesimale che si trova sotto la cantoria e l'organo, del marmorista casalese Bottinelli con porticina lignea e dorature di Giovanni Andrea Allemano da Penango (1772). 

LA FONTE DELLA PIRENTA
Situata nella regione pianeggiante della Pietra, a fianco della S.S. 457, la si trova menzionata già in fonti documentarie del XIII° secolo con il nome di fons de Punlenta (o Pullenta).
Questa denominazione è dovuta al forte e poco gradevole odore di uova marce dell'acqua (punlenta è forma contratta e dialettale per purulenta = marcia, puzzolente), che contiene alte percentuali di acido solforoso, azoto, carbonato di calcio e di magnesio e molte altre sostanze. L'acqua sulfurea è stata usata sin da epoca antica per curare numerose malattie del fegato e della pelle, ma soltanto negli anni sessanta del secolo scorso è stata compiutamente analizzata nella composizione chimica e nelle proprietà terapeutiche. 
Il Comune di Calliano nel 1915 vendette i terreni circostanti la fonte ai privati a condizione che venisse realizzato un impianto termale in grado di sfruttare pienamente la preziosa acqua; in effetti un progetto, per la verità assai grandioso, venne presentato ma per vari motivi non se ne fece nulla. 
In epoca fascista la Pirenta, dotata di un minimo di strutture recettive (una vasca, uno spogliatoio ed una locanda), venne utilizzata come "colonia idro-elioterapica".
Seguirono decenni di abbandono che portarono la fonte ad una condizione di forte degrado, senza per altro che le proprietà dell'acqua venissero mai dimenticate.
Oggi la fonte della Pirenta, recentemente ripulita e ristrutturata, è visitata da molte persone che, a dispetto dei miasmi sulfurei, non rinunciano a fare provvista di quest'acqua benefica che meriterebbe senz'altro un impiego assai più diffuso.

 

INDIRIZZI UTILI

Pro Loco: 
via Roma 8 tel. e fax 0141 928152

Parrocchie di Calliano
Santissimo Nome di Maria, via Galliano 25, tel. 0141 928168
Oratorio ANSPI tel. 0141 928168
San Desiderio tel. 0141 928222

ASL 19 - Distretto di Calliano
via Roma 117
Distretto sanitario tel. 0141 928611
Servizio veterinario tel. 0141 928146

Farmacia Dottoressa Binello 
via Asti 18 tel. 0141 928443

Croce Rossa Italiana Delegazione di Calliano 
via V. Emanuele 20, frazione S. Desiderio tel. 0141 921979

Poste Italiane
via Roma 52 tel. 928141

Circolo Famija Sandesiderina
via V. Emanuele 50 tel. 0141 928484

Ristoranti
Ciabot del Grignolin, strada Chiesetta 9 tel. 0141 928195
Circolo Il gatto e la volpe, via Scurzolengo 20 frazione S. Desiderio tel. 0141 921825
Circolo Santisé, strada Castelletto 2 frazione S. Desiderio tel. e fax 0141 928747
Trattoria Pirenta, via Asti 138 tel. 0141 928200

Bibliografia:
testi tratti da opuscoli turistici

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- domenica 21 dicembre 2008

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