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Corsione
via Vittorio Veneto 7
CAP 14020
tel. 0141 905075
fax 0141 905075
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superficie 5,15 Kmq
Altitudine 267 m
Abitanti 170 (anno 2000)
CENNI STORICI
Corsione affonda le sue origini nella notte dei tempi: il documento più antico che
possediamo, per quanto non concordemente interpretato dagli studiosi, è dell’11
novembre 941, da cui risulta l’esistenza di possessi fondiari affidati alla Chiesa di
Asti: il dato certo è che comunque già esisteva un nucleo abitato. Il primo atto
storico sicuro è del 1156 (20 dicembre)1 con cui il Papa Adriano IV riconosce i
possessi della Cattedrale di Asti, tra cui anche "due parti del castello maggiore di
Corsione". Si può quindi ricavare che nel corso del tempo Corsione abbia avuto
un’ubicazione non unica, ma diffusa sulle colline che ne costituiscono il territorio
comunale: ad esempio, se, come pare, da una parte del castello maggiore sarebbe stata ricavata l’attuale chiesa parrocchiale, si può supporre che esistesse una
fortificazione minore collocata su una collinetta adiacente all’abitato, sulla quale
sorge del resto una chiesetta, detta ‘dell’Aniceto’, che in tutte le fonti è definita
antichissima, situata dirimpetto ad una costruzione a carattere difensivo, sulle cui
fondamenta sorgerebbe ora la cascina detta del Colombaro.
Con il trascorrere del
tempo Corsione, la cui denominazione variò tra Curtesedonis e Corseonum, entrò a
far parte dei possessi dei Marchesi del Monferrato (prima della famiglia degli Aleramici, fino al 1305, poi dei Paleologi e quindi dei mantovani Gonzaga, nel 1536);
fu toccato dalle diverse guerre che si combatterono nel Monferrato (nel 1616 truppe
spagnole occuparono il castello maggiore, per altro già raso al suolo nel 1305 dalle
milizie di Guglielmo di Mombello, podestà di Asti).
Il 1630 portò, con la discesa dei
Lanzichenecchi, la peste di memoria manzoniana, che decimò circa un terzo della
popolazione corsionese (che nel 1627 era di 200 persone, nel 1635 di sole 130). Nel
1652 gli homines di Corsione giurarono fedeltà a Carlo II, marchese del Monferrato
(si deve notare che la famiglia dei Gonzaga, per sostenere le enormi spese della
sfarzosa corte mantovana cominciarono a vendere possessi e titoli nobiliari, e Corsione, come le zone limitrofe, divenne proprietà di signori in qualche modo legati
alla famiglia dei Gonzaga ed in generale alla nobiltà della città di Mantova). Il ‘600
non fu per il Monferrato un’epoca felice, con un seguito quasi ininterrotto di guerre e
di devastazioni: gradatamente la presenza dei Gonzaga si indebolì, fino a che non
subentrò quella dei Savoia (sec. XVIII, in particolare con Vittorio Amedeo II, nel
1708). Con l’avvento di Napoleone anche Corsione entrò a far parte del Dipartimento di Marengo, come è attestato da parecchie fonti di archivio: da allora la
storia del paese non presenta più elementi di particolare rilevanza, se non il definitivo abbattimento, nel 1850 circa, di ciò che restava del castello maggiore (di
quello minore da tempo non si hanno più menzioni): era stato nel corso del tempo
possesso dei conti dì Roero, del Marchese d’Arliez, dei Catena e dei Ferrero. Ne
rimane soltanto più la pianta, del 1616, da cui è possibile ricavarne le dimensioni e
la consistenza: dalla scuderia del castello sarebbe derivata l’attuale chiesa parrocchiale, intitolata a San Cristoforo, della fine del 1400.
Con l’inizio del XX secolo Corsione fu toccato da un consistente processo di emigrazione verso paesi stranieri, alla ricerca dì migliori condizioni di vita, in modo
specifico verso l’Inghilterra, Stati Uniti ed Argentina. Nel corso delle guerre mondiali
Corsione diede il suo contributo di vite: in modo particolare si deve ricordare la
medaglia d’oro al valore militare del Tenente Colonnello Luigi Piglione, caduto nel
maggio del 1916 sul monte Kukla, nell’attuale repubblica slovena; durante la seconda guerra fu naturalmente occupato dalle truppe nazifasciste dopo l’8
settembre, senza tuttavia essere toccato dalla violenza che contrassegnò altre parti
del Monferrato e delle Langhe. Un dato significativo che caratterizza la vita di
Corsione in epoca fascista è la forzata fusione con Villa San Secondo, dal 1929 al
1947.
Da allora la vita di Corsione è trascorsa tranquilla, senza particolari colpì di scena o
eventi di particolare rilevanza: come per molti centri agricoli, dopo un periodo di
spopolamento dovuto all’emigrazione interna verso le città, specie nel corso degli
anni ‘60, in questi ultimi anni si è assistito ad un processo inverso, che ha restituito
una certa consistenza al paese, la cui popolazione è attualmente assestata sui 200
abitanti.
DA VEDERE
A Corsione vi è la chiesa parrocchiale intitolata a San Cristoforo, risalente alla fine del ‘400:
questa costruzione, situata alla sommità del paese, ha subito frequenti rimaneggiamenti, ed è oggi un interessante esempio di barocco piemontese, con
campanile, del tardo settecento e fregi rococò.
C'è poi la chiesetta campestre detta "della Madonna dell’Aniceto", di antichissima
fondazione (il documento più antico in cui se ne fa menzione è del 1295), probabilmente costruita su fondamenta preesistenti di epoca romana. Pare infatti
che il castello minore, più volte menzionato da atti di archivio, fosse costruito
dirimpetto a questa costruzione, la cui struttura e collocazione lasciano spazio all’ipotesi di un edificio di carattere religioso. E’ certamente uno spazio interessante per
escursioni su un’altura da cui si gode un invidiabile panorama sulla Valle Versa.
Da visitare anche la chiesetta intitolata a San Sebastiano, detta "oratorio di San
Sebastiano", meglio nota come "chiesa di S. Michele", edificio costruito su antiche fondamenta,
intorno al 1663. Da evidenziare, all’interno di questa struttura, una tribuna per
cantori con decorazione di assoluta originalità e vivacità cromatica. Legata al culto
dì S. Michele esiste una compagnia religiosa laica, caratterizzata da un abito bianco,
presente a tutte le manifestazioni religiose.
A ricordo del suo passato di libero comune, Corsione conserva uno straordinario Libro degli Statuti e degli
ordinamenti, di epoca tardo cinquecentesca e copia di
un originale trecentesco, opera del Notaio Manuele Capello. Interessante, oltre al
contenuto, che offre un efficace quadro della vita di un piccolo comune, la raffigurazione della Giustizia, che mescola elementi quattrocenteschi con
un’originale interpretazione iconografica delle simbologie tradizionali del concetto di
giustizia.
Chi vuole conoscere una tipica struttura di associazione di solidarietà locale, potrà
visionare la bandiera ed i quadri della Società Agricola Operaia di Mutuo Soccorso, fondata nel 1901; lo stendardo, specchio dello spirito animatore di
questa associazione, è del 1905 ed è un pregevole esempio di abilità della tessitura
e del ricamo. Recentemente la Regione Piemonte - Assessorato alla Cultura ha curato la pubblicazione di un lavoro di ricerca di Enrico Cico sulla Società di Mutuo
Soccorso di Corsione (Collana Resoconti 7; il volume è disponibile gratuitamente
presso l’autore).
CURIOSITA'
Corsione è un paese a carattere agricolo, con particolare rilevanza dei prodotti
vitivinicoli (barbera e grignolino); è possibile reperire, a livello di produzione locale
nocciole, frutta in genere e miele.
Il paese ha dato i natali al Colonnello Luigi Piglione, al quale è intitolata una via del
paese: nato nel 1866, dopo una brillantissima carriera scolastica e la laurea in
giurisprudenza a Torino, entrò nell’Accademia di Modena, percorrendo tutte le
tappe della carriera militare. Durante il Primo conflitto mondiale fu al comando del
II° Reggimento Alpini, dislocato tra il Pal Piccolo ed il Pal Grande nella
Carnia, e nel
febbraio 1916 cadde combattendo presso il monte Kukla, dando prova di quel valore
che gli valse la medaglia d’oro al valore. Luigi Piglione unì inoltre all’azione
militare l'attività di profondo conoscitore delle strategie e delle tecniche militari,
riflessioni che sviluppò in modo ordinato e preciso nello scritto "La guerra in
montagna", da cui traspare non solo una grande esperienza, ma anche una profonda
preveggenza delle difficoltà di una guerra di posizione, quale fu quella combattuta
sulle Alpi Carniche tra il 1915 ed il 1918.
Non si può non ricordare la cucina tipica di Corsione: fritto misto, bollito con
bagnetto verde, agnolotti al tartufo, e l’immancabile torta di mele. Vale la pena
ricordare la leggenda che ha reso questo dolce il piatto di Corsione: secondo la
tradizione, nel corso del XIV secolo una violenta carestia, causata da un inverno
molto rigido e frequenti gelate primaverili, avrebbe risparmiato, provvidenzialmente,
soltanto le piante di mele, la cui produzione risultò molto abbondante. Allora per la
prima volta fu preparato un impasto di uova, mele e pane secco perché a Pasqua i
bambini avessero, malgrado la miseria, un dolce. Questa abitudine continuò e, con il
passar del tempo, arrivando in Europa il cacao dalle Americhe e migliorando le condizioni economiche, il dolce assunse i connotati che ancora oggi presenta,
secondo una ricetta che proviene dal passato e conserva il sapore della più autentica tradizione
corsionese.
Elemento di orgoglio del paese è la banda musicale "L’Ardita", struttura musicale
fondata alla fine del secolo scorso, nel 1888, con un notevole e vasto repertorio,
presente in ogni manifestazione di Corsione, ma anche dei paesi
vicini.
MANIFESTAZIONI
Festa Patronale, ultima domenica di luglio (festeggiamenti di
San Cristoforo)
INDIRIZZI UTILI
Pro Loco:
0141 905084
Produttori vinicoli:
Azienda Agricola 'L Culumbé, Cascina Colombaro, tel.
0141 905249
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