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superficie 6,71 Kmq
Altitudine 267 m
Abitanti 500 (anno 2000)
Frazioni: Stazione, Vallera
CENNI STORICI
I primi insediamenti nell'attuale territorio comunale vengono datati in un’epoca
molto prossima alla conquista della Gallia da parte del popolo romano. Esisteva una strada romana che congiungeva Hasta (Asti) ad Industria (Monteu
da Po), dalla quale si giungeva a Tribia (località tra Monteu da Po e Lauriano); qui
esisteva un ponte che, attraversando il Po, permetteva a tale strada di proseguire sino a Vitiomale (Santhià) e quindi di congiungersi definitivamente con
la via Emilia a Vercelli.
È proprio lungo questa strada, quindi nella parte dove attualmente si trova il
cimitero, che Cunico sorse probabilmente come stazione di cambio. Nella zona infatti, fino a non
molto tempo fa, era assiduo il ritrovamento di materiale edilizio di epoca romana.
Il toponimo Cunico non ha origini certe: alcuni studiosi lo ritengono derivante
da Mansio ad cuniculum, in riferimento alla predetta stazione di cambio; altri lo
fanno risalire al longobardo Kuning, cioè territorio di Kun, il guerriero che per
primo avrebbe dominato questo villaggio.
I primissimi riferimenti certi al territorio ed al nome di Cunico risalgono al X
secolo, come si può leggere più avanti nelle notizie riguardanti San
Martino e Ponengo; occorreranno poi circa cento anni prima che i Signori di Cunico entrino a far parte dell’annosa disputa tra le grandi famiglie feudatarie italiane e gli
imperatori sassoni. L’appoggio di questi Signori ad Arduino, re d’Italia, provocò nel 1014 la confisca delle loro terre da parte dell’imperatore Enrico
II il Bavarese, che le donò al vescovo di Vercelli, Leone.
Nel 1164 Cunico venne consegnato da Federico I Barbarossa, insieme a Montiglio, ai Marchesi del Monferrato, dei quali ne seguirà le sorti nei
secoli a venire.
Nel 1462 la famiglia Miroglio diede a Cunico i suoi Statuti, che sono stati restaurati e che si trovano nel riordinato Archivio Storico Comunale.
L’unica testimonianza architettonica di quei secoli, il castello che sorgeva sulla
collina retrostante la Chiesa Parrocchiale, andò purtroppo parzialmente
distrutto nel 1613 durante una delle battaglie per la successione al Marchesato del Monferrato che si combatterono ai confini del territorio di Cunico. Il
definitivo abbattimento della struttura avvenne nel 1861.
La Chiesa Parrocchiale, dedicata a Nostra Signora della Valle, fu costruita nel secolo XVII e in seguito più volte rimaneggiata; al suo fianco si erge il
Campanile Municipale, costruito nel 1750 dal capomastro Mastrocchio di Montiglio. Altri edifici di un certo interesse sono: la Chiesetta di San Michele,
adiacente la canonica; la Chiesetta di San Carlo, in stile barocco piemontese, alla quale si accede scendendo la caratteristica scalinata che dal sagrato della
parrocchiale porta alla piazza sottostante; la Chiesetta di Santa Maria Assunta, presso il cimitero, costruita sui resti di un tempio pagano di cui
ancora rimangono, inserite nella struttura muraria, grosse pietre di arenaria con fregi e fasce in buono
stato di conservazione; la Chiesa di San Martino, parrocchia dell’antico borgo di Ponengo, abbandonato dai
suoi abitanti intorno al XIV secolo a seguito di un’epidemia di peste, riedificata nel secolo XVI ed ora
prezioso patrimonio della frazione Vallera.
Ponengo e San Martino
La località in cui si trova la chiesetta campestre di San Martino era anticamente
chiamata Ponengo.
Non esistono elementi sicuri circa le origini di questa località, anche se il
suffisso -engo può collocare con certezza la nascita di Ponengo durante il periodo
delle dominazioni germaniche in Italia, tra il VII ed il IX secolo.
Risale al 938 un documento che tratta della restituzione di alcuni beni della Villa
Podonengo alla Chiesa di Asti. Al rogito dell'atto notarile intervennero anche alcune persone di Cuningo (l’attuale Cunico), in quanto i due paesi
appartenevano alla stessa diocesi. La citazione contemporanea di Cunico e Ponengo in
questo atto lascia presupporre l’esistenza di interessi comuni, il che comprova
l’esistenza di questi due centri già da molto tempo.
La prima chiesa, di origine romanica, venne edificata nel secolo XI ed è presumibile un incremento della popolazione di
Ponengo proprio in questi anni. Un elemento che permette la collocazione in questo periodo è stato il rinvenimento
in diverse epoche, nei pressi della chiesa, di rilevanti quantità di resti umani:
ciò lascia presupporre l’esistenza di un cimitero accanto al tempio, cosa usuale per
quel periodo.
Verso il 1300, a causa della cosiddetta “morte nera”, la peste, il paese si
spopolò, sia per il gran numero di vittime che per l’abbandono da parte dei superstiti, i
quali cercarono rifugio in luoghi ritenuti più sicuri (ad esempio sotto le mura del
castello di Cunico).
La chiesa di San Martino venne quindi riedificata tra il 1500 ed il 1600; nel 1630,
a seguito della peste narrata anche dal Manzoni, la chiesetta ricevette molti quadri votivi di ringraziamento da parte di coloro che erano stati risparmiati da
questo flagello.
Attualmente la manutenzione della chiesetta viene svolta con dedizione dagli abitanti dell’attuale Vallera, la frazione di Cunico nei pressi della quale sorge
San Martino, i quali continuano così la tradizione degli antichi abitatori di
Ponengo.
DA VEDERE
L’altare della Chiesa Parrocchiale, con
l’affresco absidale del Delle Ceste. La
chiesa, dedicata a Nostra Signora della
Valle, fu costruita nel secolo XVII e in
seguito più volte rimaneggiata; è affiancata dal campanile municipale, costruito nel 1750 dal capomastro
Mastrocchio di Montiglio. Di fronte ad
essa sorge la Chiesa di San Michele,
adiacente la canonica. Lungo il fianco
della Parrocchiale si innalza una
collinetta: è il sito sul quale anticamente sorgeva il castello, del quale
purtroppo non rimane più alcun resto.
Alla Chiesa di San Carlo si accede scendendo la caratteristica scalinata, che dal
sagrato della Parrocchiale porta alla piazza sottostante e che fa da sfondo al Monumento
ai Caduti.
Da qui si può apprezzare l’antico “muraglione”
che sostiene tutto il complesso ecclesiastico,
sul quale è affissa la lapide in ricordo dei Caduti in Guerra e all’interno del quale si
trovano i "Vot", antri sotterranei accessibili da ingressi caratteristici.
Lasciando il centro abitato e spostandoci verso valle si può vedere, all’ingresso
del cimitero, la Chiesetta di Santa Maria
Assunta, di cui si celebra ogni anno la
festa il agosto con una messa campestre che è ormai parte della tradizione
religiosa locale; la chiesa venne costruita in epoca barocca sui resti di un tempio
pagano di cui rimangono ancora, inserite nella struttura muraria, grosse pietre di
arenaria con fregi e fasce in buono
stato di conservazione.
Proseguendo verso la frazione Vallera
possiamo scorgere la Chiesetta campestre di San Martino; sull’incrocio con la strada
che porta alla borgata si trova
un antico forno per il pane,
ancora oggi perfettamente
funzionante.
Non si devono dimenticare quelli che rappresentano una
tra le più forti espressioni di fede popolare: i "pilon".
Partendo dalla valle incontriamo, l’incrocio tra la vecchia "Strà d'en
Val" e la "Strà d’en Lusta" il Pilone di San Secon (milite romano); ai
piedi della "Sternia", la rampa che
porta alla parte alta di Cunico,
troviamo il Pilone di San Vincenzo
Ferrari, rifacimento di un originale
di ben più notevoli dimensioni costruito intorno al 1600. Scendendo dalla parte opposta, lungo la via
Moreto, troviamo il Pilone di San
Luigi; all’estremità opposta del concentrico, lungo la strada che conduce a Cocconato, è situato invece
il Pilone di San Francesco, eretto
oltre due secoli fa dalle famiglie
Germano quale ex-voto per il loro bestiame,
falcidiato dal carbonchio.
Troviamo ancora nel centro del paese, un’edicola votiva dedicata a San
Bartolomeo patrono di
Cunico, realizza su ceramica, e a Vallera una
piccola cappelletta è dedicata alla Madonna.
CURIOSITA'
L’economia un tempo tipicamente agricola di Cunico ha conosciuto, negli ultimi
decenni, profonde mutazioni.
Gli addetti a questo settore sono diminuiti ma hanno, nello stesso tempo,
affinato la loro specializzazione, orientandosi principalmente sulla produzione
vinicola e mantenendo coltivazioni di grano, mais, foraggio e barbabietole.
Sul territorio di Cunico esistono particolari zone a spiccata vocazione tartufigena,
dove si possono trovare sia i tartufi neri che i ben più pregiati tartufi bianchi, le
preziose trifole.
Oltre alle attività di coltivazione troviamo diversi allevamenti di bovini e
suini; sono presenti inoltre aziende operanti nel campo della produzione
alimentare, della meccanica, dell’edilizia e della lavorazione del marmo; ha sede a
Cunico, località Stazione, anche la casa produttrice di una delle più prestigiose grappe
italiane: l'Antica Grapperia Bosso.
INDIRIZZI UTILI
Pro Loco:
0141 906294
Società:
Agricola Operaia, tel. 0141 906250
Osteria vineria:
Il Cunicolo, via Filippo Burzio 32, tel. 0141 906060
Gruppo teatrale:
La Cioenda, tel. 0141 906253; e-mail pi.co@inwind.it
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