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la chiesetta vista da lontano: è situata su di un cucuzzolo in
posizione panoramica

il piccolo campanile a vela

la facciata restaurata e decorata recentemente

la parte nord absidale: si nota il raccordo della struttura romanica con
il corpo del 18° secolo

il lato nord dell'abside con archetti romanici e monofora tamponata

alcune rune incise nell'abside

la volta del catino absidale dipinta con una colomba in un cielo stellato

la monofora absidale nord

particolare dell'anonimo coronamento absidale

la finestra reniforme dall'interno
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La chiesa è a circa 2 km da Corsione,
in posizione piuttosto isolata e domina
dal culmine di una collina coltivata a vigneti la vallata del torrente
Versa.
Per raggiungerla bisogna, dalla strada provinciale che percorre la Valle Versa,
svoltare per Corsione e proseguire per circa 800 metri, osservando il
caratteristico profilo della chiesa in alto sulla destra. In un
rettilineo, prima del bivio per la Cascina Colombaro, vi è a destra un
ponticello da cui parte una strada sterrata - erbosa per cui bisogna
svoltare e subito dopo lasciare l'auto. La strada comincia a salire fra
campi, canneti e vigneti,
diventando a tratti anche ripida; la chiesa rimane comunque
ben visibile sulla cresta dalla collina. Dopo circa 400 metri si giunge
appena sotto la chiesa ad un bivio sterrato: bisogna svoltare a sinistra e
poco dopo a destra inerpicarsi per un ripido e sconnesso sentiero sino
allo spiazzo antistante la chiesa.
Da qui si gode un bel panorama sulla vallata del Versa e sulle colline
circostanti.
Si può visitare la chiesa, attualmente il cancello in ferro (non vi è
alcuna porta) che la chiude è aperto.
In due documenti pontifici del 1156 e
del 1266 si cita l'esistenza di una cappella del castello di Corsione.
La prima attestazione certa della chiesa Santa Maria di Niceto è fornita
da un atto battesimale del 12 novembre 1564.
Nel 1569 nella sua visita pastorale alla allora chiesa parrocchiale Santa
Maria Vergine di Niceto il vescovo Della Rovere ordina che venga riparato
l'altare e una lastra marmorea con l'effige della Madonna.
Poco dopo la chiesa perderà il titolo di Parrocchiale a favore della
chiesa di S. Cristoforo come citato nel "Liber Statutorum Communitatis
Corsioni" della fine del XVI° secolo.
In seguito la chiesa venne citata come campestre e subì un lento ma
costante degrado.
Nel 1663 nella visita pastorale si definisce l'edificio decente, in cui si
celebra d'estate e nel giorno dei Morti; accanto ha un cimitero che deve
essere cintato da uno steccato.
Vi è anche un eremita che cura la chiesa.
Alla visita pastorale del 1669 l'eremita vive ancora qui; il vescovo
ordina che sia fatta una nuova statua della Madonna, una nuova campana
oltre ad un nuovo altare ed a nuovi candelabri.
Nel 1695 la visita del vescovo attesta che la spoglia chiesa minaccia
rovina.
Nel 1730 invece l'edificio risulta essere stato ristrutturato od
addirittura ricostruito e vi si celebra talvolta.
Nel 1749 viene infatti documentata la avvenuta ricostruzione della chiesa ad opera della popolazione.
Nel 1765 l'edificio è in buone condizioni.
Nel 1796 viene ricostruito l'altare come testimonia la lapide murata sopra
il portale d'ingresso della chiesa.
Nel 1828 la relazione pastorale definisce la chiesa di struttura semplice
ed in buono stato e sana.
Nel 1833 la chiesa viene trovata in buone condizioni, grazie anche ad un
recente restauro; risulta che vi si celebra raramente.
Nel 1835 il parroco di allora fa menzione dei soffitti in pessimo stato.
Nel 1884 la chiesa risulta in buone condizioni, dotata di un tabernacolo in
legno, di due bassi candelabri e di una bella statua, oltre a vari
ex-voto.
Nel 1900 la situazione è uguale, la chiave della chiesa è
custodita da una persona fidata nelle vicinanze per le visite dei
pellegrini.
La pianta quadrangolare dell'edificio misura circa
12 metri di lunghezza per 8 di
larghezza; l'abside è semicircolare ed è l'unico elemento romanico della
chiesa.
La facciata recentemente restaurata e
decorata riprende varie linee e decorazioni del barocco piemontese; sopra
il portale d'ingresso una lapide ricorda il restauro dell'altare 1796.
Più in alto vi è una recentissima bianca statua della Madonna in una
nicchia. Ai lati della porta
d'ingresso vi sono due finestre con inferriata.
La parete sud è parzialmente intonacata
e la muratura è in laterizio; vi in alto una finestra reniforme con
inferriata. Sul tetto vi è un piccolo campanile a vela con una campana.
La parte nord presenta 2 piccoli
contrafforti e risulta priva di finestre.
L'abside semicircolare è in mattoni; evidente
è l'intervento di innalzamento della struttura del 18° secolo, con
interventi recenti con tiranti e piastre in ferro e zone cementizie. Il coronamento
romanico in laterizio, in buona parte grossolanamente rifatto, presenta
una sorta di archetti in cotto irregolari: sul lato sud sono stretti e
simili a triangoli, sul lato nord sono più armonici ed antichi. Vi sono 2 monofore in mattoni,
entrambe tamponate all'interno.
L'interno dell'edificio è stato
recentemente restaurato e non vi
sono arredi, se non alcuni banchi lignei accatastati.
L'abside presenta un altare sagomato e stuccato ed è decorata a colori vivaci; ha una nicchia murata nella
volta che è dipinta con una colomba in un cielo stellato.
Testi basati su visita
del giugno 2004.
© Fotografie di Fase Web, scattate nel:
marzo 2000,
luglio 2003
dicembre 2003 (la maggior parte).
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il lato sud con finestra reniforme e campanile

l'abside con evidente innalzamento della struttura: l'antico coronamento
è a mezz'altezza

la facciata nel marzo 2000, prima del restauro

particolare della facciata con vari elementi del barocco piemontese

il lato sud dell'abside con archetti rifatti aguzzi

l'abside interna con colori vivaci

la finestra reniforme del lato sud dell'edificio

la monofora absidale sud a doppia strombatura

il portale d'ingresso con sopra la lapide del 1796

l'altare sovraelevato dal pavimento
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