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chiese romaniche della Valle Versa

 Sant'Andrea di Montiglio Monferrato

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l'ingresso, sul lato ovest




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l'affresco che raffigura la fuga in Egitto






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particolare della zona absidale con la vetrata




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il bacio di Giuda 





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particolare della salita al Calvario





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l'ultima cena 





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interno dell'abside

La chiesa o cappella di Sant'Andrea si trova a Montiglio Monferrato, nella parte più alta del paese, all'interno del Castello
E' situata nei giardini del maniero e, visto che questi è di proprietà privata, è possibile visitarla solo in talune occasioni, quando anche il castello è visitabile (Festa patronale di Montiglio, Festa del Tartufo di Montiglio, Castelli aperti).
 


Non si conosce la data precisa di costruzione di questo edificio, né degli affreschi anche se un documento del 1349 attesta già l'esistenza della cappella. 


La muratura esterna della parte inferiore della facciata, a larghi conci, costituirebbe la base romanica della chiesa. La facciata dell'attuale ingresso è anonima, con file orizzontali di blocchi squadrati di arenaria nella parte bassa sino all'architrave della stretta porta d'ingresso; più in alto la muratura è costituita pressoché totalmente da mattoni in laterizio. Non sono presenti finestre o fregi. Il coronamento è semplice e probabilmente frutto di una restaurazione.
Si accede alla porta salendo una scala in pietra di 12 gradini.
L'abside è rettangolare e vi sono 2 lunghe monofore.
Il lato sud presenta una grossa arcata nella zona absidale, poggiata su 2 colonne in arenaria e laterizio, che è chiusa da una moderna vetrata. Secondo recenti studi recenti si ipotizza che la chiesa fosse stata collegata direttamente al Castello e che l'ingresso in origine fosse proprio attraverso questo arco, mentre la odierna porta e la finestra che le era stata sovrapposta (rimangono tracce all'interno) furono aperte in epoca decisamente successiva, tagliando irreparabilmente il ciclo di affreschi trecenteschi che rendono famosa la chiesa di Sant'Andrea in quanto considerati la massima espressione pittorica trecentesca in Piemonte. 

All'interno gli affreschi si susseguono in un andamento "a nastro continuo", su due ordini e rappresentano l'intera vita di Cristo. 
Nell'ordine superiore: l'Annunciazione e la Natività, quindi l'Adorazione dei Magi, un decoro a troumpeau, la strage degli Innocenti, la fuga in Egitto, infine Gesù che insegna nel Tempio. 
Nel secondo ordine: la Domenica delle Palme, l'Ultima Cena, il Tradimento di Giuda, il Processo, la Salita al Calvario, la Crocifissione, la Deposizione e la scena del "Noli me tangere" con il bellissimo profilo della Maddalena. 
Una suggestiva rappresentazione attribuita ad un pittore di scuola lombarda, il Maestro di Montiglio, con influenze della scuola toscana post giottesca. Colpiscono i colori smaglianti, l'accuratezza nella raffigurazione degli animali e dei particolari, nel susseguirsi narrativo definito dalla distribuzione delle masse e dai gesti delle figure. 
Al di sotto del ciclo della Passione si snoda la raffigurazione di un drappeggio di stoffa rossa, fissata a tratti alla parete mediante chiodi (decorazione ancora rintracciabile al di sotto della Crocifissione). 
Il cattivo stato di conservazione degli affreschi è dovuto all'intonaco sovrapposto durante l'epidemia di peste del '600. La superficie delle pareti venne graffiata e martellata, così da far meglio aderire la calce e lì gli affreschi rimasero fino al 1931, quando per caso, l'allora marchese Ignazio Borsarelli di Rifreddo scoprì alcune parti delle antiche pitture. 
Il principale intervento di restauro ebbe inizio nel 1984 su incarico di Walter Levi, penultimo proprietario.

La pavimentazione absidale, rialzata rispetto al resto del pavimento, conserva, oltre ad un altare in pietra, le lapidi del marchese Borsarelli e del figlio Luigi delle vittime della pestilenza. Com'era uso la sepoltura degli antichi signori di Montiglio avveniva nella Cappella.
Da notare sulle pareti dell'abside due grandi archi in laterizio che ripetono nella forma e nelle dimensioni l'arco della vetrata.
All'interno vi sono anche 2 semicolonne con capitelli scolpiti.

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il lato sud con la vetrata





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il capitello interno sul lato nord






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la strage degli innocenti






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la flagellazione e ed il trasporto della croce





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la crocifissione, purtroppo andata in gran parte perduta




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il bacio della Maddalena 




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la lapide che ricorda le vittime della peste

BIBLIOGRAFIA:
- DE STEFANO L. VERGANO L. - Chiese romaniche nella provincia di Asti - 1960
- PITTARELLO Liliana - Le chiese romaniche delle campagne astigiane - 1984 - 2002
- VALENTE Tiziana ZANCHETTIN Ferruccio - Chiese romaniche nella provincia di Asti
- Testo de l'ATL di Montiglio Monferrato

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- domenica 07 marzo 2004

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