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chiese romaniche della Valle Versa

Sant'Emiliano di Scandeluzza

 


la facciata della chiesetta






ornamento scolpito inserito nella parete sud esterna







la monofora nord dell'abside








il coronamento dell'abside con archetti pensili monolitici ed il motivo a "denti di sega", particolare sopra la monofora centrale







la monofora centrale con quattro riseghe

La chiesa di propriet privata e si trova piuttosto isolata, in un piccolo bosco nelle vicinanze di un cascinale.
Per raggiungerla bisogna dirigersi da Scandeluzza (frazione di Montiglio Monferrato) verso Murisengo, poi a circa un km da quest'ultimo girare a destra per la frazione Sorina; attraversare la frazione e poi, dopo la chiesa parrocchiale, su di una curva a destra svoltare in discesa a sinistra per una stretta stradina asfaltata che scende nel fondovalle per poi risalire sul crinale della collina successiva. Giunti ad un bivio a Case Battia girare a destra per una strada che diventa poco dopo inghiaiata e transita a fianco di due cascine; giunti poi ad un bivio con un grosso albero seguire l'indicazione verso destra e poco dopo si arriva al cascinale di propriet privata. 
La chiesetta si trova dietro il grande edificio, sulla sinistra in cima alla collinetta, nel bosco.
L'interno non visitabile.
 


Nel 1298 viene citata una cappella di San Emiliano nel registro delle chiese della diocesi di Vercelli.
Nel 1348 e nel 1358 dipendeva dall'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, i gerosolimitani.
Nel 1564 dipendeva dai gerosolimitani di San Martino di Buttigliera.
Nel 1630 viene citata come campestre e detta Madonna de' campi.
Nel 1649 fu trovata in pessime condizioni.
Nel 1655 risultava restaurata ed in buone condizioni.
Nel 1669 era isolata e custodita da un eremita e ben dotata di arredi sacri.
Nel 1691 si riscontrano recentemente eseguiti alcuni lavori di restauro.
Nel 1799 l'ordine dei gerosolimitani  fu sciolto dai Savoia; risulta che S. Emiliano possedeva circa 80 giornate di terreno a Scandeluzza e a Villadeati.
Nel 1874 furono restaurate la facciata e le pareti laterali
 


La pianta dell'edificio rettangolare, con corpo di un vano aggiunto sul lato sud;l'abside semicircolare. La chiesa misura circa 9 metri di lunghezza per 7 di larghezza.

La facciata intonacata a capanna, con due archi a tutto sesto sorretti centralmente da una colonna circolare in granito; le arcate conducono ad un atrio e poi alla vera porta d'ingresso che ha ai lati due piccole finestre ovali. Sopra alle due arcate che hanno la ghiera in mattoni vi una finestra ad arco a tutto sesto anch'essa.

La parete sud presenta una finestra con arcata a tutto sesto ed un elemento decorativo scolpito inserito nella muratura in laterizio; vi poi un "corpo" di postuma costruzione addossato alla parete, con finestrella.

L'abside ha il coronamento con archetti pensili poggianti su mensoline in laterizio e pi in alto i mattoni formano il motivo a denti di sega. Gli archetti del lato sud e centrale sono scolpiti con conchiglie, un animale ed una stella. Vi sono tre monofore con arco a tutto sesto, questo ottenuto in un solo blocco di pietra nella monofora sud e nella centrale.
Un contrafforte al centro ed un marciapiede cementizio lungo tutto il perimetro sorreggono l'abside sullo scosceso terreno boschivo.

Il fianco nord intonacato.


la monofora sud dell'abside






il coronamento della zona absidale sud







particolare di un archetto pensile con scultura a motivo faunesco nella zona sud dell'abside






semicolonna con capitello della zona absidale centrale








le due arcate della facciata sorrette da una colonna circolare in granito

 

BIBLIOGRAFIA:
- DE STEFANO L. VERGANO L. - Chiese romaniche nella provincia di Asti - 1960
- PITTARELLO Liliana - Le chiese romaniche delle campagne astigiane - 1984 - 2002
- VALENTE Tiziana ZANCHETTIN Ferruccio - Chiese romaniche nella provincia di Asti

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- mercoled 13 agosto 2003

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